Sila itinerario in moto

Sila in moto: un itinerario nel cuore della Calabria

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Il Parco Nazionale della Sila raccontato in un itinerario in moto…

Percorrere la Sila in moto può rappresentare il modo più entusiasmante per scoprire una delle zone più belle della Calabria. Area naturalistica ricca paesaggi unici, percorsa in moto regala emozioni particolari. Un’immersione totale nei colori cangianti del territorio, nei profumi delicati della natura, nelle realtà genuine di questa bellissima regione del Sud. Senza dimenticare il divertimento di percorrere curve meravigliose che rendono l’itinerario ben più importante della meta……

Ma entriamo nel vivo di questo percorso disegnato nell’area nord del Parco Nazionale della Sila. Un itinerario in moto in quella che è chiamata Sila Greca, partendo da Corigliano e concludendo il giro a Rossano. Circa 150km da percorrere in una giornata per gustarsi, con il giusto ritmo, le numerose ed affascinanti attrazioni silane.

Il Parco Nazionale della Sila

In pochi sanno che la Sila è l’altopiano più grande d’Europa. Un territorio entrato nell’immaginario collettivo per i suoi boschi ed uno scenario ricco di contrasti. Un susseguirsi di aspre montagne a cui si contrappongono verdi vallate e dolci colline. Laghi e corsi d’acqua adornano il paesaggio e disegnano scorci suggestivi. Già Parco Nazionale della Calabria dal 1968, nel 2002 diventa Parco della Sila, attraversando le province di Cosenza, Crotone e  Catanzaro.

Parco Nazionale della Sila

L’itinerario in moto parte da Corigliano

L’itinerario in moto prende il via dalla cittadina calabra di Corigliano, situata ai piedi del Parco Nazionale della Sila, nell’area più a nord della riserva, detta Sila Greca. Meravigliosa è la vista dell’abitato, disposto a gradinata su un colle a 210m s.l.m., che si gusta arrivando dalla Statale 106 Jonica. Ancor più caratteristico è visto dall’interno, con il suo fitto e antico nucleo abitativo che finisce in cima con il Castello Ducale, considerato uno dei castelli più belli e meglio conservati dell’Italia meridionale: merita una visita.

Itinerario in moto sulla Sila

La Sila in moto

Per addentrarci nel Parco Nazionale della Sila, lasciamo Corigliano prendendo la SP 187, una strada che definirla contorta è farle un complimento… Spettacolare! In salita, si avvolge sulle rocce che spalleggiano Corigliano, lasciando intravedere un bellissimo panorama sul paese e la piana sottostante che arriva al mare. Fermarsi in quei tornanti non è facile, ma necessario: il viewpoint è esagerato!

La strada è stretta, come i suoi tornanti inspiegabili, che per 18km tolgono il fiato anche al motociclista più incallito. Lungo il tragitto preparatevi a continui cambi di scena e luci. Dalle rocce al bosco di latifoglie, sia arriva sull’altopiano dove alla foresta di conifere si alternano campi coltivati e il panorama si ammorbidisce.

 

 

La SP 187 si innesta sulla SP188, che ci conduce sulla Statale 660, dove ritroviamo le marce lunghe, nei suoi meravigliosi curvoni, fino a raggiungere la “Silana” SS177.  Qui ci si addentra nella foresta… proprio quella foresta che ti aspetti di trovare in Sila! Fatta di quegli alberi imponenti che spesso si vedono nelle foto che la rappresentano. Sono i pini larici, con i loro tronchi dritti e slanciati che raggiungono mediamente i 35m d’altezza. Il tracciato che fende il bosco è meraviglioso. Curve e asfalto scorrono sotto le ruote, perfette per entusiasmare sia il pilota che il mototurista. E atterriamo al Lago di Cecita

Tappa suggestiva al Lago di Cecìta

Il bacino del Cecìta è un lago artificiale, ottenuto dalla costruzione di una diga sul fiume Mucone, a quota 1150m sul livello del mare, in corrispondenza della vallata del Cecìta, da cui prende il nome. La sua nascita è recente: risalgono al 1949 i lavori che diedero vita a questo specchio d’acqua di circa 154 km², utilizzato per la produzione di energia elettrica e per l’irrigazione. Pur essendo artificiale, appare così ben integrato nel paesaggio della Sila da sembrare originario e naturale.

Una delle zone più frequentate dell’area è la località Cupone, dove si può avere accesso ad un’area attrezzata per il pic-nic, parcheggiare la moto e raggiungere il lago. Sulla riva sabbiosa incontrerete delle mucche brade che pascolano godendosi anche loro il piacevole panorama, spalmandosi sul morbido terreno.

Dall’altra parte della strada c’è il Centro Visite, un’organizzazione gestita dal Reparto Biodiversità dei Carabinieri di Cosenza, che racchiude sentieri naturalistici, osservatori faunistici, un museo ed un giardino geologico. L’accesso è gratuito e durante il percorso, lungo 3km, passeggiando in silenzio, si possono scovare, tra gli alberi, picchi e scoiattoli, metre nei recinti faunistici vivono poiane, cervi, daini e lupi.

Una passeggiata in relax a Camigliatello Silano

Dopo una piacevole pausa nel verde della natura, si riprende l’esplorazione della Sila in moto procedendo sulla SS177, che ormai sarà la nostra strada di riferimento. Direzione Camigliatello Silano. A soli 10km e in circa 10min si raggiunge questa località della Sila che è stata definita la “Cortina del Sud”. Camigliatello è un paesino a vocazione turistica, centro  sciistico d’inverno ed escursionistico d’estate, dove la via principale è un susseguirsi di hotel, ristoranti e negozi di articoli sportivi. Abbondano anche le salumerie di prodotti tipici e negozietti di artigianato locale e, se avete spazio nel bauletto, potreste portare a casa qualche souvenir…

All’ingresso di Camigliatello c’è anche il benzinaio, se ne avete bisogno… Tenete presente che in Sila non troverete molti distributori!

Un colonnato naturale perfetto: i Giganti della Sila

Fatta la passeggiatina a Camigliatello Silano, riprendiamo la SS117 percorrendo poche piacevoli curvette fino all’obiettivo successivo. Degni di una visita sono i Giganti della Sila, un grandioso spettacolo della natura. Pini larici con tronchi fino a 2m di diametro ed altezza di 45m: i più grandi della Calabria. Ma la loro vera straordinarietà è l’età: con quasi 400 anni di anzianità, rappresentano l’ultima testimonianza dell’antica foresta silana, che sopravvisse per lo più intatta fino ai primi del 900.

La foresta oggi è gestita dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che ne garantisce la preservazione e l’apertura al pubblico. L’accesso tra i 58 esemplari ultrasecolari è consentito solo a piedi, percorrendo un sentiero obbligato, in parte condotto su passerelle e ponticelli di legno. L’ingresso è a pagamento, con un piccolo contributo di €2 a persona.

L’itinerario della Sila in moto fa tappa a Longobucco

Impostiamo poi il navigatore in direzione Longobucco, uno dei paesini più caratteristici della Sila. Le strade che ci portano in questo cantuccio della Calabria sono la SS 177 o la SP 255. Per imboccarle bisogna tornare a Camigliatello Silano e nuovamente passare per il Lago di Cecita. Qui potete scegliere se continuare lungo la Silana 177, un gustosa strada da percorrere tra curve e tornanti, di quelli che le strade di montagna sanno offrire. Sono 46km che si attraversano in circa 70 min, allungando un pelino, su un asfalto non al meglio. Oppure, potete prendere la più comoda SP 255, che si addentra nella Foresta della Fossiata: una strada ben tenuta, che si percorre quasi interamente all’ombra di un fitto bosco. Qui la guida si fa sinuosa, su un tracciato sì tortuoso ma che a tratti regala qualche allungo (35Km – 50 min ca.).

In entrambi casi l’arrivo a Longobucco avviene sulla serpeggiante SS177 con sorpresa finale: veduta imprevedibile! Inusuale distesa di tetti disposti uno accanto all’altro si scorgono d’improvviso dall’alto. E si, perché Longobucco è situato su un altopiano che, come il suo stesso nome suggerisce, sorge di fianco ad un “longo bucco”, una lunga cavità in una vallata della Sila Greca.

Di origine antichissima, Longobucco conserva un interessante centro storico, dove l’attrattiva principale è costituita dalla Torre Civica. Accanto ad essa, ad incorniciare il contesto, c’è la Chiesa Matrice intitolata a Santa Maria Assunta. Entrare nei vicoli e scovare queste bellezze inattese regala stupore. Altre chiese e palazzi gentilizi arricchiscono le stradine del borgo.

 

Parco Nazionale della Sila

Ulteriore peculiarità di questo paesino del Parco Nazionale della Sila, sono le antiche trattorie, che in estate, con i tavoli all’aperto, regalano piacevoli banchetti gustando gli antichi sapori della cucina calabrese, i prodotti tipici e il buon vino locale.

Direzione Rossano passando per Cropalati

Lasciamo Longobucco riprendendo l’itinerario in moto nella Sila Greca sulla nostra statale 177. Imocchiamo direzione Rossano… passando per Cropalati. Qui svoltiamo sulla SP250 alla rotonda del “Globo Litico“. E’ facile riconoscere quest’incrocio perché al centro della rotonda c’è un masso sferico di dimensioni importanti, un macigno dell’età del bronzo risalente all’XI sec a.C.. Lo lasciate alla vostra sinistra e proseguite per alcuni Km facendo sosta alla “Vurga”. Di Cosa si tratta?

A pochi km da Cropalati si nasconde un’attrazione naturalistica davvero poco conosciuta. Alcune insenature del torrente Coserie danno luogo a delle piscine naturali con tanto di piccole cascate. Un mini paradiso surreale da esplorare, in cui potreste anche prevedere di fare un bagno rigenerante se ci capitate d’estate.

Parco Nazionale della Sila
Foto da Google immagini

Rossano la bizantina

Usciamo dal Parco Nazionale della Sila per fare tappa d Rossano. Proseguendo sulla SP 250 raggiungiamo questa città dalle origini antichissime, che si arrocca sulle alture che precedono la Sila, a pochi chilometri dalla costa Ionica. Fondata presumibilmente intorno al 1000 a.C, Rossano è una città ricca di storia. Da sempre al centro delle vicende politiche e degli scambi commerciali, visse il suo periodo più importante nell’epoca bizantina, tra il 500 e il 1000. Dunque, le sue vicende sono legate principalmente al suo ruolo religioso. Rinominata la Ravenna del Sud, il suo passato glorioso e ben visibile passeggiando nel centro storico, ricco di palazzi gentilizi e di edifici religiosi.

Rossano è nota anche come la città del Codex, perché custodisce il Codice Purpureo, un dei vangeli manoscritti illustrati più antichi al mondo (VI sec d.C.). Riconosciuto quale Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è possibile ammirare questo prezioso reperto nel Museo Diocesano e del Codex.

Accanto al Museo del Codex di trova la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, famosa perché custodisce la leggendaria immagine della Madonna con bambino, dove “acheropita” significa non “non fatto da mano” (umana)…

A pochi passi, si può ammirare un altro simbolo di Rossano che è la Torre dell’orologio, visitabile gratuitamente, tutti i giorni, da luglio ad agosto. Da non perdere anche il Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”, che racconta la storia di una famiglia, ma soprattutto testimonia l’evoluzione storica non solo degli Amarelli e della produzione della liquirizia, ma anche della una civiltà contadina ed artigiana. Presenti, naturalmente, un Liquorice Shop e nel Museum Cafè.

Ultime tappe nella Sila in moto

Nei dintorni di Rossano, “se avete ancora benzina nei serbatoi”, c’è ancora qualche chicca da non perdere. Tornando a risalire nell’area Parco della Sila Greca, altre due tappe ci portano a concludere questo itinerario in moto. Lasciamo Rossano sulla SP 188, una strada che si aggroviglia sulle pendici della catena montuosa calabra e si addentra in un bosco di conifere. Dopo circa 13km, si incontra l’Oasi naturalistica dei Giganti di Cozzo del Pesco.

Se già ci eravamo stupiti per le dimensioni dei Giganti della Sila, l’Oasi di Cozzo del Pesco ci farà chiudere l’itinerario sulla Sila carichi di meraviglia. Ebbene sì, altri giganti, questa volta castagni millenari, popolano questo territorio. Alcuni raggiungono per altezza i 100 m ed assumono dimensioni colossali, con 8 metri di circonferenza e un’età di oltre 700 anni. Un’esperienza più unica che rara… e se siete amanti dello sterrato questa è la vostra occasione. Si può procedere liberamente nel bosco per entrare a visitare uno per uno i giganteschi castagni.

Sila in moto Teste di Casco
Foto di Fabio Renzo da www.italiagustus.it

Alla tappa naturalistica, fa seguito una meta cultural-religiosa. Ridiscendiamo sulla SP 188, per raggiungere, in 9km circa, l’Abbazia del Patire, un capolavoro millenario immerso nel verde. La struttura è affascinante, interamente in pietra, e si caratterizza per tre absidi rivolti ad oriente e due rosoni sulla facciata principale. I portoni laterali conservano decorazioni tipiche delle forme arabesche e la navata centrale custodisce l’antico pavimento a mosaico. A fianco della chiesa le ampie arcate residue introducono nel chiostro e nei ruderi dell’antico monastero. Quest’Abbazia rappresenta una delle più belle architetture dell’arte bizantina consegnateci dalla storia.

Fine di un itinerario in moto nel Parco Nazionale della Sila

Il nostro itinerario della Sila in moto si conclude qui. Un viaggio entusiasmante in una Calabria da scoprire, ricca di bellezze naturalistiche e ambienti unici, nonché pregna di storia. Un percorso di 200km da compiere in una giornata per disvelare i tesori nascosti di un territorio ancora poco percorso dal turismo e per questo più adatto, forse, al mototurismo. Per tenere a mente l’itinerario, invitare qualche amico o semplicemente per farmi un piacere, condividi l’articolo sui tuoi social! Grazie e spero che ti sia piaciuto…

 

allerol

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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