Costiera Cilentana in moto: uno scrigno di tesori...

Costiera Cilentana in moto: uno scrigno di tesori…

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Motogiro in Cilento, con tappa a Capo Palinuro: e scopri un territorio che non ti aspetti…

Nel sud della Campania, da Paestum a Sapri, si trova la Costiera Cilentana. Un tratto di costa sorprendente per i panorami, la maestosità della natura e dei suoi colori e per la bellezza del suo mare. Attraversando le meravigliose strade del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano si raggiungono spiagge incantevoli, incastonate tra acque cristalline e scogliere ricamate da grotte e archi naturali.

Pur essendo a non molti km da me, non avevo mai pensato di approfondire la conoscenza di questa subregione campana. Non immaginavo che attraversandola, per raggiungere la ben più nota zona costiera, avrei trovato questo spettacolo.

Itinerario in moto verso della costiera Cilentana

Compresa fra il Golfo di Salerno e il Golfo di Policastro, la Costiera Cilentana vanta ben oltre 100km costa. Così, consapevoli che non saremmo riusciti a vedere tutto nell’unica giornata a disposizione, decidiamo di puntare a poche tappe. E scegliamo Capo Palinuro.

Il motogiro nel Cilento inizia dalla A2 Salerno – Reggio, uscita Buonabitacolo. Da qui, la variante della strada statale 517 (SS517var) ci porta velocemente verso il mare, in direzione Policastro Bussentino. Alla fine di questa strada, seguendo le indicazioni per Palinuro, si svolta sulla SP430. Quindi, dopo soli 13Km, all’uscita Poderia, seguendo ancora una volta l’indicazione per Palinuro, si lascia la SP430, per percorrere un piccolo tratto di SP17 che continua nella SR562. Guidando comodamente su questa strada si arriva dritti a Palinuro.

Palinuro e la punta della costiera Cilentana

Approdati a Palinuro gironzoliamo un po’, alla ricerca della nostra prima tappa: il promontorio di Capo Palinuro. Iniziando ad ammirare il mare, ci inoltriamo nelle stradine e, seguendo più il sesto senso che le indicazioni, troviamo il Faro di Capo Palinuro.

Via del Faro, che porta dunque al Faro, consente di raggiungere l’affaccio più estremo della penisola cilentana. A circa metà del suo percorso, diventa sterrata. Se non ve la sentite di addentrarvi nel boschetto, sullo sterrato, prima che finisca l’asfalto, una viuzza stretta tra gli alberi conduce alla Stazione meterologica. Qui è possibile lasciare le moto e vale grandemente la pena andarsi ad affacciare sul promontorio per ammirare il panorama. Uno spettacolo impagabile… Rocce verticali a strapiombo sul mare, archi naturali… un panorama maestoso e colori incredibili!

La spiaggia di Marinella

Alla ricerca di una meta balneare, perché guardare quel mare cristallino faceva venire assolutamente voglia di tuffarcisi dentro, riprendiamo le moto. La costa di Capo Palinuro non è apprezzabile dalla strada. Infatti, giriamo un po tra stradine e vicoli…. Finché non troviamo le indicazioni per la spiaggia di Marinella.

Addentrandoci tra villini e casette troviamo un piccolo parcheggio e poi una ripida discesa che ci porta a mare. Lo scenario che ci si apre è ancora una volta meraviglioso. La sabbia fine e dorata è interrotta da scogliere artificiali. Qui la spiaggia è relativamente ampia, ma dà comunque una sensazione di “intimità”, essendo delimitata alle spalle da rocce e fitta vegetazione. Ci sono lidi attrezzati e piccolissimi spazi di spiaggia libera. In realtà, i lidi di Marinella sono raggiungibili molto più comodamente dall’altro versante del fiume Lambro, cercando Via Marinella dalla SR562. Tuttavia, dovessi tornarci, cercherei esattamente lo stesso parcheggio (in auto ve lo sconsiglio, è moto piccolo). Accedere alla spiaggia da quella stretta scalinata è molto romantico! ahahah! 

Ma le Teste di Casco decidono di proseguire…. Non era una “situazione” che ci entusiasmava al 100%…. Così, riprendiamo le moto in direzione Scoglio Mingardo e Arco Naturale.

La spiaggia dell’Arco Naturale e lo Scoglio Mingardo

Dalla Strada Regionale SR562, Via Mingardo, prendendo una stadina, è possibile arrivare, con le moto, praticamente fin sulla spiaggia. L’accesso non è ben visibile: si tratta di una strada stretta in discesa, che scende sotto il piano della via principale. Inoltre, non è neanche ben segnalata. Vi consiglio di seguire le indicazioni dei camping: “Villaggi del Mingardo”, “Black Marling Club”, “Residence Torre Saracena” ecc.

Parcheggiamo le moto di fronte allo Scoglio Mingardo! Già solo per questo il posto ci piace un sacco… Trovarci di fronte questo scoglio maestoso, con due lunghe porzioni di spiaggia, interrotte da una lingua di scogli e pietre che lo raggiungono, è…  emozionante! Bello!

La zona antistante il Mingardo è spiaggia libera. Pertanto, se non vi fidate di lasciare la moto, potete tenere la moto a vista e fare il bagno… Ma lungo tutta la riva si alternano aree attrezzate e aree libere.

In fondo sulla destra intravediamo, piccolissimo, l’Arco Naturale di Palinuro. Così, spogliatici dell’abbigliamento motociclistico, decidiamo di raggiungerlo facendo una lunga passeggiata sulla spiaggia. Con sorpresa e stupore, scopriamo che l’arco, che visto da vicino è imponente, è attraversabile. E passati dall’altra parte ci si ritrova in una caletta “segreta”.  Questa era proprio la “situazione che cercavamo! Spiaggia libera, no ombrelloni, sabbia dorata, mare fantastico, grotte da esplorare, scogli per tuffarsi….. Abbiamo trascorso una giornata spettacolare! Tant’è che non ci siamo più mossi di lì quasi fino al tramonto.

L’itinerario di ritorno è una vera sorpresa

La Costiera Cilentana è ricca di sorprese: baie, calette, spiagge segrete, grotte, pareti rocciose, paesaggi memorabili. Non si può sperare di vedere tutto in un solo giorno… Inoltre, la maggior parte delle calette e delle grotte sono visitabili solo via mare. Ma il relax che ci siamo regalati in questa stupenda visita di prima presentazione del Cilento è stato fantastico. Tra le emozioni vissute resta sicuramente il desiderio di ritornarci.

Ma la sorpresa non finisce qui!! Riprendiamo la SR562, Via Mingardo, in direzione sud con la voglia di ammirare la costa e copiare due curve. Procedendo verso sud, in direzione Marina di Camerota, si costeggia il mare e guidare al tramonto, inebriati ad luccichio e dal profumo del mare è…. da brivido!

Superata Marina di Camerota e un po’ di traffico, si inizia a salire su per la montagna. Troviamo curve, tornanti, paesaggio vista mare, pascoli, pareti rocciose, bosco… Una vera sorpresa! Ed è qui che capisco che il Cilento è uno scrigno di tesori. Merita di essere attraversato in lungo e in largo.

Dai un’occhiata anche all’articolo Cilento in moto: che meravigliosa scoperta!

Arrivati a Policastro Bussentino riprendiamo la SS517var, che scorre veloce riportandoci sull’Autostrada e quindi a casa. La stanchezza e la fame prendono il sopravvento… ma ci accompagna, lungo la strada del rientro, quella carica che si acquisisce quando le emozioni ti hanno gratificato.

A me piace raccontare le mie avventure. Se a te è piaciuto leggerle fammelo sapere con un like o con una condivisione sui social. Grazie!!!

allerol

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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