Cilento in moto

Cilento in moto: che meravigliosa scoperta!

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Agganciato alla Lucania, il Cilento sbalordisce per paesaggi, curve ed ospitalità.

Il motogiro di domenica 22 ottobre 2017 mi porta in Cilento. Territorio campano, agganciato alla Basilicata, anzi parte dell’antica Lucania. Mi sento a casa. Paesaggi stupendi. Linguaggio familiare. Ospitalità eccezionale! E’ la mia terza visita a questa regione e devo confermare che si è rivelata una meravigliosa scoperta.

Non sono sola a compiere questo tour… vi presento i miei compagni di viaggio in foto…

Cilento in moto

Il giro in Cilento inizia dalla A2, uscita “Atena Lucana”. Ci immettiamo sulla SS166 in direzione San Rufo e da lì scendiamo a sud verso Teggiano. Abbiamo deciso di raggiungere Roscigno attraverso la SP11, una strada che ci è piaciuta tanto! Tant’è che a fine giornata abbiamo scelto di ripercorrerla a ritroso per tornare a casa. Il fondo stradale non è ottimo, tuttavia discreto… Bisogna fare attenzione ad un po’ di sporco, eppure davvero molto piacevole il tracciato. Curve morbide che si alternano a curve chiuse, ma senza mai affannare il pilota. Alcuni tornanti. Ed il pregio migliore, sicuramente, lo scenario, che alterna tratti di panorama sulla vallata o di strapiombo su un lato e rocce dall’altro a tratti boschivi. Per descriverlo con le mie emozioni: distensivo stupore e divertimento.

Nel percorrere la SP11 ci ritroviamo, senza saperlo, su uno dei ponti a singola arcata più alti in Europa. Il ponte di Sacco. Ci siamo fermati istintivamente, perchè la sensazione nel percorrerlo è molto particolare. Guidando non si vede lo strapiombo, ma lo si percepisce nettamente! 170m di altezza, per più di 100m di lunghezza. Un ponte in cemento armato che collega Sacco a Roscigno, superando le Gole del Sammaro. Affacciandosi dal ponte si gode di un fantastico spettacolo, anche se, in questo periodo, il fiume era in secca.

Cilento in moto

Roscigno Vecchia: il paese dell’abitante unico

Dopo pochi Km, arriviamo a Roscigno. Una discesa sterrata ci conduce a Roscigno Vecchia. Paese fantasma. Lasciamo le moto a ridosso delle prime costruzioni, diroccate, dove uno sbarramento ci impedisce di proseguire. Definito la Pompei del ‘900, il paesino è abbandonato, ma non del tutto… Infatti ad accoglierci, seduto all’ombra delle prime case di prietra, c’è l’unico abitante di Roscigno: Giuseppe Spagnuolo.

Cilento in moto

La sensazione da cui siamo colti tutti è di curiosità: ma perchè sarà stato abbandonato? Forse il terremoto? Forse movimenti franosi? Il sig. Giuseppe, gentilissimo, ci spiega che nessuno di questi è il motivo dell’abbandono delle meravigliose casette di Roscigno Vecchia, ma semplicemente la comodità di avere appartamenti più spaziosi, in palazzi di nuova costruzione. Così lentamente il borgo è stato abbandonato, a partire dagli anno 50, lasciando spazio alla serenità del silenzio, ma anche alla memoria e alla nostalgia… E’ un luogo bellissimo. Attraversando una puntellatura di contrasto si arriva alla piazza principale, grande, che stupisce per la sua bellezza. Un pozzo. Dei grandi alberi. E casette di pietra tutt’intorno. Giuseppe ci fa piacevolmente da guida turistica. Ci conduce anche a visitare un piccolo museo, ricco di oggetti e di foto, sulla cultura contadina. E non resta che godersi la bellezza e la pace del luogo. Non riuscivo a non immaginare la vita in quel posto e come fosse stato possibile abbandonarlo….!

Pranzo “imperiale”

Non posso non raccontarvi del pranzo…! Ci fermiamo, affamati, all’unico ristorante in Roscigno Nuova, naturalmente… Bar, Ristorante, Albergo IMPERIAL. Dietro il bancone del ristorante, bacheca con casco di Valentino Rossi, alcune miniature di moto…. Siamo a Casa!! ahahah!! Ottimo pranzo sul serio! Un tagliere di assaggi di prodotti locali, buonissimi, e conserve di produzione propria, ottime. Pane fatto in casa, olio di produzione propria, risultato: bruschette eccezionali! E poi carne, cucinata benissimo. Vino locale che ci ha tenuti seduti a tavola fino alle 4.00…… Devo assolutamente tornarci per assaggiare i primi!

A Piaggine ci offrono il caffè

Il mototrip procede in direzione Piaggine. Avevamo visto su Internet foto di cascate tra le casette dell’antico centro storico,ma, ahimè, tutto in secca! Purtroppo, per ammirare lo spettacolo di Piaggine toccherà ritornare in primavera. In compenso la signora Lietta, gentilissima piagginese, non solo è venuta a consolarci per il mancato spettacolo, ma ha insistito per offrirci il caffè a casa sua!! Che incredibile ospitalità….! Questi episodi, che non capitano raramente, sono quella cosa che mi fa amare ancora di più il fatto di girare in moto……

Il mio viaggio finisce qui dato che per il ritorno, come ho già detto in apertura di articolo, abbiamo ripercorso la stessa strada a ritroso. Ma le mie “avventure” non finiscono qui… Se ti fa piacere puoi lasciarmi un tuo parere nei commenti o anche il suggerimento per un itinerario da percorrere. Inoltre, puoi seguirmi sui social, dove è più facile e veloce interagire e condividere magari questo mototrip.

 

allerol

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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