L’anello di Passo delle Crocelle: scoprire la Basilicata in moto

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Itinerario in moto tra Muro Lucano, Ruoti, Avigliano, Lagopesole e San Fele

Itinerario in moto nel nord della Basilicata, tra Muro Lucano, Ruoti, Avigliano, Lagopesole e San Fele

Passo delle Crocelle, un passo di montagna che ci porta a 1136 m s.l.m., nel nord della Basilicata. Lì dove l’appennino lucano apre le sue porte d’accesso alla regione, luoghi incantati e sconosciuti ai più. Panorami incredibili, paesini arroccati, belle strade, emozionanti curve, tornanti quanto basta e… qualche fosso ogni tanto, per gradire, ci sta…!? Un itinerario ad anello, da percorrere in moto, che attraversa i paesi di Muro Lucano, Ruoti, Avigliano, Lagopesole, e San Fele, poco a nord del capoluogo di regione. Circa 120 km per rimanere stupiti.

L’anello di Passo delle Crocelle

Luogo di partenza dell’itinerario ad anello può essere, ovviamente, uno qualunque dei punti del tracciato. 

Da sempre sostengo che una via privilegiata di accesso alla Basilicata è costituita dalla SS7: la via Appia. L’antica strada consolare romana, che collega Roma a Brindisi, entra in Basilicata nel comune di Pescopagano, proseguendo con un percorso tortuoso verso Castelgrande, Muro Lucano e Ruoti, fino all’arrivo a Potenza. Guidarla in moto è molto divertente: asfalto in ottime condizioni (fino a Ruoti), panorami molto piacevoli e paesini incantevoli. 

SS7, Via Appia

Il tratto di SS7 che da nord precede Muro Lucano è il mio preferito. Le curve si susseguono chiuse nella Sella di Conza, il valico che demarca il passaggio dall’Appennino campano all’Appennino lucano. Ad un tratto lo scenario si apre e il paesaggio si illumina. Lo stupore massimo arriva quando dall’alto si scorgono le case, l’una aggrappata all’altra, di Muro Lucano. 

Muro Lucano ha origini antiche. I vicoli scoscesi, le piccole piazze, i palazzi gentilizi, gli archi, i portali e il castello medioevale costituiscono un patrimonio artistico-architettonico di notevole interesse. Ma personalmente adoro la peculiare struttura urbanistica e paesaggistica, che rende questo paese un balcone sullo scenario naturalistico della valle del Marmo Platano. Infilarsi nei vicoli con la moto per arrivare al belvedere non ha prezzo!

Dal paese si scende giù, fra casette e tornanti, fino a valle. Superato Muro il percorso si fa meno tortuoso, anzi consente diversi allunghi.

Dal ponte della fiumara di Ruoti “Mussolini” si comincia a salire tra i tornanti, su una SS7 che si fa stretta e serpeggiante. Attraversiamo Ruoti e percorriamo la via Appia, costeggiando l’abetina di Ruoti, custode dell’abete bianco, specie ormai rara, fino alla sua intersezione con la strada provinciale 6 in direzione di Avigliano.

SP 6, Appula

La strada che dalla SS 7 raggiunge Avigliano, la SP 6, nei suoi primi due km è abbastanza rovinata. Poi migliora non disperate…! Dopo appena 5 km si raggiunge il centro cittadino.

Avigliano  è un paese vivace, uno dei più grandi della Basilicata. Il suo centro storico, secondo per estensione solo a Matera, ma purtroppo non così ben rivalutato, offre interessanti scorci architettonici. Di origine medievale, non conserva il castello, se non una torre del muro di cinta, la Torre di Taccone. Tuttavia, l’estensione dell’abitato antico, tra casette abbarbicate e palazzi nobiliari, permette di perdersi in un’atmosfera d’altri tempi. 

Riprendendo la SP6 in direzione San Nicola ci si ritrova ai piedi del Monte Carmine. Il “Passo di Avigliano”, 1170 m.s.m., è l’unica altura del Mezzogiorno che costituisce il punto di contatto tra i bacini idrografici dei tre mari: Tirreno (Sele), Adriatico (Ofanto) e Ionio (Bradano e Basento). Rappresenta il più importante punto panoramico della Basilicata. Pur non essendo la vetta più alta della zona, le peculiarità morfologiche consentono al visitatore una visuale a 360°.  Insomma, il vero cuore del Sud. Sulla sommità del Monte sorge il Santuario della Madonna del Carmine che ha una storia antichissima di devozione, risalente al XII sec.

Dopo la raccomandatissima visita al Monte Carmine, possiamo proseguire sulla SP6 in direzione di San Nicola fino ad intersecare la SS 93.

SS 93, Appulo Lucana

Dopo circa 10km di SP 6, arrivati al passaggio a livello di S.Nicola, svoltiamo a sinistra. Le indicazioni purtroppo non aiutano…. Iniziamo così a percorrere la SS 93, un bel tracciato curvilineo, con qualche tornante. Il manto stradale è sufficientemente percorribile. Nel primo tratto bisogna fare attenzione ai molti accessi, ma solitamente la strada è poco trafficata. 

In meno di 20 minuti (14km) arriviamo a Lagopesole. Qui il castello di Federico II ci accoglie, imponente, sulla collina. Se avete tempo visitatelo perché merita. E ‘un luogo suggestivo, al cui interno è allestito un interessante museo multimediale. L’ingresso ha un costo di €2 (€3 con guida). 

Potrebbe interessati anche l’articolo “3 castelli di Federico II in un itinerario motociclistico”.

La SS93 prosegue in discesa con qualche km di curve, verso la Valle di Vitalba. Qui dei bei rettilinei ci consentono di aumentare un po’ il ritmo fino alle porte di Atella.  

SP 219 e Strada Provinciale San Fele

Ai piedi del paese di Atella, un incrocio in direzione San Fele ci conduce sulla SP  381. Ne faremo un piccolo tratto, immettendoci sulla SP 219, la Vitalba – Ofantina: uno stradone largo che ci conduce rapidamente alla Strada Provinciale San Fele. Da qui si sale fino su al paese su una “pista”: 7 km di curvoni morbidi e puro divertimento! 

Volendo si può percorrere tutta la 381 da Atella fin su a San Fele. Belle curve e piacevoli panorami ci accompagnano anche qui… A voi la scelta, se prendere un po’ di velocità o gustarvi il panorama ad un ritmo più lento.

Una visita a San Fele è doverosa. Il paesino medievale è bellissimo! Arroccato sulla montagna, ai piedi di Monte Castello, ha viuzze strettissime, dove potreste passare solo con la moto. Casette di pietra, antichi palazzi e ruderi di un antico castello. Raggiungendo la croce del cucuzzolo che lo sovrasta, si gode di un panorama incantevole. Meritano una visita anche le Cascate di San Fele. Suggestivi percorsi nella natura vi conducono ad ammirare spettacolari salti di quota del torrente Bradano.

SP ex Ss 381 del Passo delle Crocelle

Torniamo sulla SP381 in direzione Muro Lucano. Ed è qui che incontriamo il Passo delle Crocelle. Il tracciato è tortuoso e man mano si fa sempre più ripido, finché, alcuni tornanti, ci portano a quota 1136 m s.l.m.. Qui ho provato un vuoto allo stomaco: pura emozione! Tracce umane scarse, a parte la strada e un crocifisso sulla sommità di Monte Santa Croce (1407m s.l.m.). Rionero e il Vulture in lontananza… Il vento lambisce i pensieri e se li porta via. E’ in questi luoghi che la libertà ti accarezza…!

Proseguendo si entra nel Bosco di Bella: un bosco superbo, costituito prevalentemente di maestosi cerri. Volendo si potrebbe fare una sosta allo chalet Acqua Del Faggio per un barbecue (area attrezzata). In questo tratto la 381 è in parte rovinata. Poi il bosco si dirada è d’improvviso si scorge, tra le montagne, la valle del Marmo Platano ed uno scorcio di Muro Lucano. 

La 381 continua stringendosi e contorcendosi, in tornanti che lentamente ci riportano su fino alla SS7. Qui l’anello si chiude. E io rifarei il giro da capo!

Basilicata: una regione in cui la natura gioca un ruolo importante. Storia, cultura, enogastronomia e ospitalità la rendono incredibile!

Attendo, come sempre, commenti, like end share… Grazie!!?

allerol

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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