Il castello di Monteserico: come raggiungerlo in moto.

Il castello di Monteserico: come raggiungerlo in moto.

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Itinerario a nord-ovest della Basilicata

Tra l’Alto Basento e l’Alto Bradano un itinerario motociclistico che si da come meta il Castello di Monteserico, smanettando sulla SS169

Ristrutturato da poco, il castello di Monteserico incuriosisce per la sua posizione solitaria. Situato in agro di Genzano di Lucania (PZ), a 15 km dalla cittadina, si erge sulla sommità di un rilievo roccioso che domina un vasto territorio collinare. A pochi km dalla Puglia, questo misterioso baluardo lucano è stato l’ispiratore del nostro itinerario verso ovest.

Per raggiungerlo preparatevi a buche, fango, pozzanghere e sterrato, lungo stradine di campagna che si snodano su un territorio da secoli dedito all’agricoltura. E, per percorrere una strada motociclisticamente divertente, prendiamo la SS169 di Genzano.

La curiosità di visitare il castello di Monteserico mi è costata anche un bel bozzo sul serbatoio della mia piccola FZ6! Ma tutto ciò ha reso l’avventura ancora più entusiasmante. E sporca di fango, tra pietre e polvere, ho raggiunto la vetta!

La SS169 di Genzano

Partendo da Potenza si può raggiungere la SS169 tramite la Potenza – Melfi SS658, uscita S. Nicola. Qui la statale di Genzano ha origine al confine tra i comuni di Potenza, Avigliano e Pietragalla.

Il percorso lungo la SS169 é molto interessante. Ricco di tornanti e belle curve, regala piacevoli panorami lucani. Partendo da S. Nicola di Pietragalla si arriva a Genzano di Lucania attraversando i paesini di Pietragalla e Oppido Lucano. Il manto stradale è prevalentemente in buono stato, ovvero l’ideale per un motogiro fantastico!

Il primo tratto si inoltra nella zona boschiva di S. Nicola. Belle curve guidate attraverso la luce filtrata dal bosco, di grande effetto nel periodo autunnale. Bisogna fare attenzione alle foglie ed all’umidità, ma il fondo è buono ed in condizioni normali ci si diverte molto.

Poi un bel rettilineo ci introduce a Pietragalla. Alle pendici del paese, all’apice del “Poggio” incontriamo i “Palmienti”. Si tratta di  caratteristiche costruzioni, un complesso di circa 200 grotte, manufatti di architettura rurale, abbarbicati uno sull’altro. Si tratta in realtà di cantine in cui, dal 1800, a Pietragalla si produce il vino. Quì iniziano una serie di tornanti mozzafiato che ci portano giù per la montagna. Poi il percorso continua, strepitoso, fino all’incrocio per Acerenza, la città della splendida Cattedrale, dei misteri dei templari e della leggenda del Conte Dracula…. ma noi restiamo sulla SS169 e proseguiamo per Oppido Lucano

Ora si guida in salita e ci aspetta un’altra “giostrina” di tornanti. Un tratto poco trafficato questo. Infatti, una variante velocizza il percorso per raggiungere Oppido. Ma a noi le scorciatoie non piacciono. preferiamo le cose difficili e tortuose…. Questo che vi consiglio è un tratto che Google maps indica come non percorribile, ma vi assicuro che è strepitoso e anche ben asfaltato. Tra l’altro, raggiunta la parte più alta, offre pure un piacevole panorama.

Ma i tornanti non finiscono qui! Anche in uscita da Oppido possiamo ginnasticarci in qualche tornantino e curvetta niente male….! ?

Parliamo di questo percorso anche nell’articolo I tornanti della Basilicata: ginnasticante itinerario in moto.

A questo punto, il paesaggio lucano si ammorbidisce. L’Appennino lucano si allontana, mentre la Puglia si avvicina…. Le colline sostituiscono le asperità montuose ed i tornanti lasciano il posto a rettilinei tra curve addolcite.

Da Genzano a Castello di Monteserico

Genzano è la città famosa per la “Fontana Cavallina”, un’opera riconosciuta tra le fontane più belle d’Italia. Superata la città, la SS169 si addentra nel bosco e, una volta fuori, attraversando una sopraelevata, si costeggia la Diga di Genzano.

Qui inizia l’avventura! Subito dopo il ponte, sulla destra, ci si inoltra nella campagna genzanese. Distese di campi coltivati, che a seconda della stagione, regalano uno spettacolo di colori intenso e sempre diverso. 20 minuti di gimkane, tra fossi, fango, pozzanghere e sterrato che rendono la meta ancor più irraggiungibile e ambita. Puntiamo “dritti” al Castello di Monteserico.

Il castello di Monteserico

Isolato svetta su un cucuzzolo, tra le colline coltivate a grano. Si intravede da lontano con la sua forma squadrata, lineare. Semplice e misterioso. Il Castello di Monteserico trasmette davvero delle sensazioni particolari. Tutto il paesaggio è pervaso da un’atmosfera unica. Tra chilometri di campagne coltivate, si incontrano, di tanto in tanto, case abbandonate. Quelle case coloniche che la riforma agraria degli anni ’50 sparpagliò sul territorio. E’ come se ogni elemento sul cammino andasse ad intensificare il mistero. 

 

E quando lo raggiungerete, il silenzio, la luce intensa e il panorama immenso amplificheranno quelle emozioni. Dall’alto ogni cosa appare diversa. Tutt’intorno le onde del paesaggio incantano. A est, sullo sfondo, il Parco nazionale dell’Alta Murgia si staglia come una lunga muraglia rocciosa. Le casette abbandonate, tante, lanciano domande… “Perchè sono andati via? E’ stupendo qui!”.  Anche la chiesetta che ci accoglie all’arrivo sul cucuzzolo è…. strana. Edificata nel XII sec. appare come un tunnel che conduce ad un piccolo altare. 

E poi lui, solitario, silenzioso, enigmatico… Il castello di Monteserico in realtà giocò un ruolo strategico, essendo posto lungo importanti direttrici viarie. Fu baluardo difensivo per l’esteso villaggio che pare gli si ergesse accanto. Ma fu anche luogo di villeggiatura, frequentato da Federico II in quanto habitat naturale dei rapaci tanto cari all’Imperatore. Sobrio nella sua struttura, costituito da una torre centrale e da lineari mura di cinta, è il risultato di rimaneggiamenti costruttivi avvenuti nel corso dei secoli. Una rampa d’accesso lo unisce alla piana antistante, mentre gli altri lati si ergono a picco sulla roccia. Per visitare l’interno del castello è necessario prenotare un appuntamento con una guida presso il Comune di Genzano (Info:  339 8235992 – 349 1378397 – 0971 774109 )

In conclusione…

Luogo d’ispirazione e di meditazione. Un posto privilegiato per entrare in contatto con la natura o con se stessi… Insomma, un sito che mi è piaciuto molto e che non nascondo di non vedere l’ora di rivedere. Ci sono arrivata io con la mia FZ6, quindi… può arrivarci chiunque! Mentre il percorso sulla SS169…? provatelo, a me emoziona.

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allerol

Ho sempre scritto raccontando ciò che mi appassiona: dei cavalli prima dell'ippoterapia poi. Infine, riscopro la mia adolescenziale passione per le moto e nasce Teste di Casco. Inseguo solo ciò che mi appassiona!

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